Avevo dimenticato quanto fosse faticoso brassare una birra ad alta OG… 🙂

Tuttavia, erano settimane che aspettavo con ansia di rifare la Black Cross, una Imperial Stout dal grist molto tamarro che avete visto qualche video fa.

Dovete sapere che la precedente versione di questa birra mi aveva lasciato talmente soddisfatto da spingermi a partecipare al concorso organizzato dalla Brasseria Veneta. Solitamente, sono iper-critico con le mie birre e cerco di distruggerle per migliorare sempre di più. Questa Imperial Stout è stata l’unica birra (da quando ho iniziato, nel 2011, ad oggi…) che non sono riuscito a demolire. Mi è piaciuta sin dal primo sorso e ne sono diventato subito fiero. Mentre scrivo questo articolo, non so ancora come è stata valutata dai giudici (la fase finale del concorso è prevista per Sabato prossimo) e sto cercando di non nutrire alcun tipo di aspettativa. Sebbene sia abituato ad adottare questo atteggiamento nei confronti delle birre che iscrivo ai concorsi, stavolta mi risulta tutto più difficile perché questa birra mi piace davvero! Speriamo soltanto di non arrivare ultimi! 😀

Per quanto riguarda la cotta in questione, l’unico problema riscontrato è stato quello dell’efficienza. Infatti, avevo ingenuamente deciso di non modificare la precedente ricetta che era stata scritta con i dati dell’impianto di quando usavo ArdBir. Questa cosa, come è ovvio (agli occhi di una persona sana di mente), mi ha portato ad ottenere un 5% in meno che ho recuperato con un’aggiunta strategica di estratto di malto. 🙂

Per il resto, tutto è filato liscio. L’impianto si sta comportando sempre meglio, abbiamo più tempo per divertirci e per stare comodamente seduti e io sono molto felice.

Unica raccomandazione: per tenere fede alla tradizione, secondo la quale quando si fa birra si beve birra, non fatevi venire in mente di iniziare la giornata stappando la vostra precedente Imperial Stout. Questo probabilmente è il consiglio migliore che mi sento di darvi questa settimana. 🙂

 

Houston

Di Houston

Mi chiamo Giovanni, sono laureato in Ingegneria Informatica e adoro i Pink Floyd. Sono diventato un "casalingo-brassicolo" nel 2011 e, dopo circa un anno, ho deciso di aprire questo Blog per condividere tutte le mie esperienze in questo meraviglioso mondo. Adoro le birre scure, alcoliche e corpose e mi diverto ad automatizzare qualsiasi cosa dotata di microchip.

Un pensiero su “Sgabuzen per le Imperial Stout”

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