Ebbene sì… è successo.

Dopo diversi mesi passati a rinviare causa impegni lavorativi e ad attendere trasferimenti, autorizzazioni, congiunzioni interstellari e vibrazioni quantiche, alla fine siamo riusciti a brassare Lucianina Bella, la mia raspberry berliner weisse, vincitrice della tappa MoBi Isolabirra 2017 e diventata da tempo ricetta di punta dello Sgabuzen.

La birra è stata brassata ad Avellino, presso i locali del Birrificio Irpino e si tratta di una collaboration brew con BrewingFriends, la nuova beerfirm di Salvatore Arnese. Alla fine, dopo aver a lungo ragionato (diciamo che il tempo per farlo non ci è mancato…), abbiamo deciso di unire le forze e iniziare insieme questa nuova avventura.

Ma non è di questo che voglio parlare in questo articolo…

Nei video che seguono, ovviamente, troverete tutte le curiosità e le informazioni che vi servono. Ma queste parleranno di Lucianina Bella in quanto birra. Nell’articolo di oggi, invece, voglio rispondere ad un’altra curiosità, più intima ma decisamente più importante.

Ma chi è sta Lucianina?

Sebbene avessi già svelato questo mistero in un vecchio video, in molti ancora oggi mi fanno questa domanda e… no! Non si tratta di un tributo a Luciana Littizzetto! 😀

Molto semplicemente, Luciana era mia zia… la classica zia zitella e un (bel) po’ sui generis con cui ho passato molto tempo da bambino (prima) e da ragazzo (poi). A lei devo molti aspetti del mio carattere, come il mio instancabile ottimismo e la capacità di trovare sempre un risvolto positivo negli eventi che ci accadono. Per questo preciso motivo ho sentito il bisogno di dedicarle la mia prima birra commerciale e la cosa bella è che non ho dovuto neanche pensarci troppo… nel momento in cui si è accesa la scintilla, nella mia testa avevo già chiaro come avrei dovuto muovermi.

Già sapevo quale sarebbe stata l’etichetta. Mi bastava chiudere gli occhi per visualizzare quella foto che zia aveva appeso nel suo salone (e che ora è appesa nella mia vecchia camera a casa dei miei genitori) che la ritraeva da bambina con i suoi fratelli e sorelle. Tutti serissimi. Solo lei con quella smorfia buffa che si è portata dietro fino alla fine dei suoi giorni.

Quando perdiamo una persona cara, ci attacchiamo ai ricordi, cercando di compensare qualcosa che percepiamo come un vuoto. Ma i ricordi sono corruttibili, devono essere trasformati, bloccati in qualcosa che li renda persistenti. Proprio perché sono incapace di comportarmi diversamente, anche in questa circostanza non ho saputo non vedere il lato positivo e non mi sono dato pace finché non ho reso persistente il ricordo di zia Luciana.

Per voi che leggerete questo articolo oppure berrete questa birra, per quanto buona la troverete (lo spero) resterà sempre e soltanto una birra.

Per me, invece, ogni volta che me la ritroverò davanti, mi sembrerà sempre di vedere zia Luciana far capolino dalla porta e pronunciare la sua frase-chiave che diceva ogni volta quando da casa nostra si ritirava verso la sua: “Ciao a tutti, Lucianina Bella vi saluta e se ne va!”.

Houston

Di Houston

Mi chiamo Giovanni, sono laureato in Ingegneria Informatica e adoro i Pink Floyd. Sono diventato un "casalingo-brassicolo" nel 2011 e, dopo circa un anno, ho deciso di aprire questo Blog per condividere tutte le mie esperienze in questo meraviglioso mondo. Adoro le birre scure, alcoliche e corpose e mi diverto ad automatizzare qualsiasi cosa dotata di microchip.

4 pensiero su “Qualche parola su Lucianina Bella…”
  1. Ciao! Sono alla prima cotta con Lucianina. La ricetta acclusa al kit di Mr.Malt prevede l’inoculo del flacone di coltura a 30 gradi senza bollitura. Dopo 20 ore di riposo il mosto puzza come una fogna! È normale? L’acidità è ancora sopra il 4. Ma questo potrebbe essere dovuto all’acqua. Adesso dovrei bollire il tutto. La ricetta prevede 15 minuti soli di bollitura. È corretto? Spero in una vostra risposta. Grazie

    1. Ciao Stefano.. beh se dici “come una fogna” mi fai preoccupare! L’odore sprigionato dovrebbe ricordare lo yogurt. La prossima volta prevedi anche una bollitura subito dopo il mash (come faccio vedere nelle videocotte). Ad ogni modo, com’è andata la cotta?

      1. Boh? Mi appresto alla bollitura dopo le “almeno 24 ore” di sosta a 30 gradi. L’odore, effetti, è più di caglio che di yogurt. Non so ancora se il mosto si sia infettato. Certo se avessi visto prima il video sarebbe stato meglio. Io ho seguito in maniera dettagliata la ricetta acclusa al kit. Altro dubbio: prima della bollitura e della luppolatura, la levo la schiuma superficiale che si è formata con questo inizio di fermentazione?
        Intanto, grazie per la veloce risposta!

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