Dopo due cotte serie (Jesus Christ Super IPA e Black Cross Imperial Stout), è arrivato il momento di fare la prima birra sperimentale della stagione brassicola 2016-2017.

L’idea alla base di questa birra mi è venuta in quel di Monopoli durante le ultime vacanze estive. Stavo cercando ispirazione per fare qualcosa di pazzo e tamarro e, dopo qualche ricerca (…e non pochi viaggi mentali), alla fine ho pensato ad una base Oatmeal Stout con l’aggiunta di mandorle e cacao.

Sono partito da una ricetta che non mi aveva mai emozionato tantissimo e che necessitava di una piccola rivisitazione, ovvero la mia Irish Velvet Stout. Per prima cosa ho modificato un po’ il grist, composto da tre tipi di fiocchi (avena, frumento e orzo), due malti tostati (Roasted e CarafaIII), Crystal e un po’ di Brown. Per aumentare la sensazione di velvettosità (neologismo partorito dalla mente di Giancarlo, l’oompa loompa ingegnere), ho deciso di aggiungere anche 500 grammi di Lattosio in polvere che, non essendo fermentabile, resterà nella birra, contribuendo ad innalzare la FG e donando una certa dolcezza al prodotto finito.

A dire il vero, quest’ultima aggiunta porta l’intera birra fuori dallo stile di partenza, ponendola a cavallo tra Oatmeal Stout e Sweet Stout. Ad essere sinceri, non me ne sono preoccupato tantissimo perché mi sono concentrato più che altro su come bilanciare l’amaro apportato dalle fave di cacao che aggiungerò in fermentazione. Fra qualche mese, quando assaggerò questa birra al top della maturazione, deciderò quali modifiche apportare e in quale stile farla rientrare con maggiore precisione.

Ultima chicca: le mandorle. Avrei voluto usare mandorle fresche ma queste sono uno degli alimenti più grassi della storia dell’universo e ciò avrebbe sicuramente danneggiato la schiuma, rendendola evanescente. Quindi ho pensato ad una strategia alternativa: ho usato un panetto di pasta di mandorle, che paradossalmente è dieci volte più grasso delle mandorle fresche ma che tuttavia ho potuto sciogliere in acqua bollente e successivamente stratificare in congelatore.

Come si vede anche nel video, alla fine mi sono ritrovato con due contenitori al cui interno era ben visibile lo strato di grasso sulla superficie e il fondo mandorloso. Proprio questo fondo, dopo aver eliminato la parte liquida soprastante, è stato aggiunto nel mash per sfruttare l’azione filtrante delle trebbie per provare a sgrassare ulteriormente il composto.

Mentre scrivo, il mosto fermenta vigorosamente e sono già impaziente di travasarla per vedere quale abominio ho partorito!

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Houston
Scritto da: Houston
Mi chiamo Giovanni, sono laureato in Ingegneria Informatica e adoro i Pink Floyd. Sono diventato un "casalingo-brassicolo" nel 2011 e, dopo circa un anno, ho deciso di aprire questo Blog per condividere tutte le mie esperienze in questo meraviglioso mondo. Adoro le birre scure, alcoliche e corpose e mi diverto ad automatizzare qualsiasi cosa dotata di microchip.