Era dalla chiusura del Contest che avevo voglia di girare un video per fare delle considerazioni a freddo ed elaborare i dati che avevo raccolto in formato Excel. L’unico problema è che non ho competenze importanti nel campo della statistica e tutto ciò che ho fatto è stato calcolare qualche media e fare un grafico ad istogramma. Un grande aiuto mi è stato dato da Michelangelo Gentilini, statistico dall’intelletto arguto, conosciuto dapprima per mail e successivamente ritrovato nel frenetico gruppo degli automatisti. Mike mi ha aiutato non solo ad interpretare i dati che avevo raccolto ma mi ha anche fornito dei grafici nettamente superiori e dettagliati.

Iniziamo subito con due grafici che mostrano il numero di Birre presentate per Regione e il relativo voto medio:

Il primo grafico (a sinistra) mostra che le birre partecipanti al Contest provenivano da 11 Regioni diverse (su 20) con una concentrazione maggiore nelle regioni del Sud (Campania e Marche) ed insulari (Sicilia). Non sono arrivate, invece, birre da ben 9 regioni, tra cui Piemonte, Toscana e Veneto, dove ho importanti sorgenti di traffico (almeno secondo Google). Si può notare come l’Emilia Romagna e la Puglia abbiano fatto registrare i voti medi più alti. Ad ogni modo, la differenza tra le regioni non è statisticamente significativa e questo indica che non ci sono regioni migliori o peggiori per questo concorso.

Michelangelo mi ha anche suggerito di raccogliere dati sulla tecnica utilizzata dai vari partecipanti per vedere se sussistono differenze sostanziali tra All Grain Classico e BIAB. Svolgendo una ANOVA (Analisi della Varianza) si può notare come le birre fatte in BIAB (11 su 31) abbiano avuto un punteggio medio più elevato di circa 6 punti e tale differenza è decisamente significativa. Purtuttavia, le stesse produzioni in BIAB hanno fatto registrare una variabilità maggiore del punteggio.

Analisi della Varianza (AG:0 BIAB:1) – La grandezza della “scatola” indica quanto è variabile, mentre la crocetta verde indica la media.

Cosa significa tutto questo? Il BIAB è veramente superiore alla tecnica classica? I BIABisti conquisteranno il mondo oppure hanno avuto semplicemente culo?

Difficile dirlo. Certo, il primo dato importantissimo da registrare è che il podio di questa prima edizione dello Sgabuzen Beer Contest è stato occupato esclusivamente da BIABisti quindi, se concentrassimo l’attenzione nei limiti di questa edizione del Contest, il BIAB apparirebbe in netto vantaggio. Uso il condizionale perché, nonostante il voto (in media) più elevato, le birre brassate in BIAB presentano una variabilità molto più estesa rispetto a quelle fatte col metodo classico. Questo significa che, per il campione BIAB, abbiamo sia delle punte decisamente positive (i primi tre classificati, ad esempio) sia delle punte in negativo, diversamente da quanto accade nel campione AG che ha un voto medio più basso ma è più omogeneo.

Tuttavia, secondo me, è ancora troppo presto per un verdetto significativo. Soprattutto con un campione statistico così piccolo. 31 birre sono davvero poche per potersi esprimere in tal senso e quindi è necessario continuare ad accumulare dati per infoltire il campione. Un altro buon motivo per organizzare la seconda edizione del Contest, a quanto pare! 🙂

C’è da dire, infine, che, nonostante la differenza rilevata, non è detto che questa sia dovuta necessariamente alla tecnica usata perché i calcoli fatti non tengono conto di eventuali fattori confondenti (stile preferito “inconsciamente” dai giudici, difetti di fermentazione, astringenza, etc).

BIABisti armati di calzini spaiati e AllGrainisti con sapone per piatti e spugnette gialle continueranno a combattere le loro dispute virtuali per molto tempo ancora…

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Houston
Scritto da: Houston
Mi chiamo Giovanni, sono laureato in Ingegneria Informatica e adoro i Pink Floyd. Sono diventato un "casalingo-brassicolo" nel 2011 e, dopo circa un anno, ho deciso di aprire questo Blog per condividere tutte le mie esperienze in questo meraviglioso mondo. Adoro le birre scure, alcoliche e corpose e mi diverto ad automatizzare qualsiasi cosa dotata di microchip.