Dopo anni passati a macinare con la forza delle braccia, finalmente mi sono deciso a fare una cosa che dovevo fare da tanto tempo: motorizzare il mulino.

Non l’avevo mai fatto prima perché, in realtà, non ero tanto convinto su come procedere. Guardandomi intorno, vedevo homebrewers che avevano scelto le soluzioni più svariate, dai motorini del trapano al motorone della lavatrice. In (quasi) tutti i casi che mi erano capitati all’occhio era stata necessaria l’aggiunta di pulegge e ingranaggi per ridurre i giri dei motori. Per questo motivo, avevo sempre scelto di temporeggiare perché non volevo complicarmi la vita.

Un bel giorno, mentre navigavo felice su Facebook, mi sono capitate davanti agli occhi le foto del mulino di Francesco, il quale aveva utilizzato un comunissimo motorino per tergicristalli. Io avevo sempre scartato mentalmente questa ipotesi perché ero stra-convinto che tale motore non avesse la forza sufficiente per macinare… eppure lui ci era riuscito!

L’unico modo per mettere a tacere i miei dubbi era provarci!

Il motorino si può trovare facilmente in uno sfasciacarrozze oppure su eBay (ma in questo caso lo pagherete di più). È bene prenderne uno della parte anteriore del veicolo in quanto quello posteriore quasi sempre ha un meccanismo incorporato che non lo fa girare in modo continuo e vi tocca smontarlo e adattarlo. Con quello anteriore basta capire quali sono i fili che ci servono e il gioco è fatto! Un motorino solitamente ha 5 fili: uno per la velocità alta, uno per quella ridotta, uno per la massa e poi altri due per la posizione di riposo e l’alimentazione. A noi interessa semplicemente collegare il motorino ad un alimentatore alla velocità più alta, per cui ci tocca fare delle prove per capire quali sono i due fili che ci interessano. L’unico modo che abbiamo per capirlo è procedere per tentativi perché i motorini, a seconda del produttore, hanno fili di colore diverso, posizionati a loro volta in modi diversi. Basta usare una batteria o un piccolo alimentatore a 12 V… senza insistere troppo se vediamo che non gira per evitare di fare danni. Una volta individuati i due fili di nostro interesse, potremo isolare quelli inutilizzati (io li ho troncati alla base della morsettiera così non  daranno più fastidio a nessuno) e collegarli all’alimentatore.

Un altro aspetto fondamentale è l’amperaggio dell’alimentatore. Il motore, ad esempio, funzionerebbe anche con l’alimentatore di Arduino, che ha un amperaggio nell’ordine dei milliampere. Il problema è il funzionamento sotto carico… questo genererà un determinato assorbimento che potrebbe virtualmente friggervi l’alimentatore. Io ho acquistato un alimentatore da 12 V 20A.

Dopo aver macinato circa 6 chili di malto in modo continuo, ho notato che il motorino era abbastanza caldo, per cui sarebbe preferibile aggiungere una ventolina da PC per il raffreddamento oppure, molto più semplicemente, dividere la macinature in step e fare delle piccole pause tra uno step e l’altro.

Nel video che segue, potrete assistere alla trasformazione (a tempo di musica) del vecchio mobile porta-piante-grasse della mi socera in un mulino motorizzato molto comodo e funzionale.

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Houston
Scritto da: Houston
Mi chiamo Giovanni, sono laureato in Ingegneria Informatica e adoro i Pink Floyd. Sono diventato un "casalingo-brassicolo" nel 2011 e, dopo circa un anno, ho deciso di aprire questo Blog per condividere tutte le mie esperienze in questo meraviglioso mondo. Adoro le birre scure, alcoliche e corpose e mi diverto ad automatizzare qualsiasi cosa dotata di microchip.