Mentre scrivo questo articolo, la pagina Facebook di Sgabuzen Homebrewing ha superato la soglia dei 1000 “Mi Piace”. Ciò che esternamente potrebbe sembrare una banalità, per me rappresenta in realtà un traguardo molto significativo, non solo perché mi sono sempre impegnato al massimo nella realizzazione dei miei video, ma anche perché non ho mai utilizzato metodi di “promozione selvaggia”, evitando quindi di scivolare nello spam più totale. Per questo motivo, questi mille “click” sulla mia pagina mi fanno capire che (forse) sto procedendo nel verso giusto e che, per la prima volta nella mia vita, sto raccogliendo i frutti derivanti da una mia grande passione.

Sono sempre stato un ragazzo pieno di interessi. Soprattutto negli ultimi anni ho fatto/imparato davvero di tutto, senza porre mai un limite alla mia sete di informazioni. Da ragazzino mi incazzavo come una bestia quando non riuscivo a fare qualcosa e, invece di andarmene a giocare a pallone con i miei amici, restavo in camera mia a capire come fare. Se invece di perdermi tra i miei mille interessi avessi soltanto studiato, probabilmente a quest’ora avrei tre lauree… ma non ditelo a mia madre. Detesto darle ragione.

Poi ad un certo punto della mia vita, è arrivata la birra. Lo so che detta così può sembrare la frase di un alcolizzato ad una riunione degli Alcolisti Anomimi, ma in realtà volevo essere più profondo. Eravamo in quattro, con la testa vuota e tanta voglia di ubriacarci con la “nostra” birra autoprodotta… sì perché all’inizio chissenefrega degli stili e della birra artigianale. Noi volevamo solo bere a basso prezzo! Non immaginavo minimamente il guaio che stavo facendo. Il divertimento diventò presto un’ossessione ed iniziai a passare le prime notti insonne a leggere libri e ad “informarmi”. Gli amici con i quali avevo intrapreso questo percorso iniziarono, uno dopo l’altro, a “perdersi” nello spazio-tempo. Semplicemente, per loro era finito il divertimento.

Per me era appena iniziato.

La cosa mi fece venire in mente un’idea stramba e decisi di realizzare, in stop motion, la prima sigla “seria” del mio canale, in cui quattro chicchi di malto partivano tutti insieme per un viaggio attraverso il mondo “casalingo-brassicolo” e poco alla volta si perdevano lungo il tragitto. Ed è proprio con quella sigla che voglio concludere il mio articolo di oggi, sperando di poter avere la possibilità, un giorno, di ritrovarmi a scrivere altri articoli come questo, in cui vi racconto un po’ chi sono e contemporaneamente vi ringrazio per avermi dato la possibilità di farlo. Grazie davvero.

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Houston

Di Houston

Mi chiamo Giovanni, sono laureato in Ingegneria Informatica e adoro i Pink Floyd. Sono diventato un "casalingo-brassicolo" nel 2011 e, dopo circa un anno, ho deciso di aprire questo Blog per condividere tutte le mie esperienze in questo meraviglioso mondo. Adoro le birre scure, alcoliche e corpose e mi diverto ad automatizzare qualsiasi cosa dotata di microchip.

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